Salernitana, così non va
C’è un silenzio pesante che accompagna la Salernitana in questo momento della stagione. Non è solo quello dello stadio quando mancano le vittorie, ma quello più profondo di una squadra che sembra aver smarrito identità, fiducia e direzione. Il problema, ormai, va ben oltre il singolo risultato negativo o l’episodio sfortunato.
In campo si vede una Salernitana fragile, spesso disordinata, incapace di dare continuità alle proprie prestazioni. La squadra appare lunga, poco compatta, con reparti che faticano a dialogare tra loro. La sensazione è che ogni partita venga affrontata più per necessità che per convinzione, con l’ansia che prende il sopravvento appena le cose iniziano a girare male. E quando la testa pesa, le gambe smettono di correre.
Le responsabilità, come sempre, sono condivise. La guida tecnica sembra non aver ancora trovato una chiave tattica stabile, alternando soluzioni senza che nessuna riesca davvero a dare certezze. I cambi di modulo e di interpreti, anziché sorprendere gli avversari, finiscono per confondere ulteriormente una squadra che avrebbe bisogno di pochi concetti chiari e ripetuti con ostinazione.
Ma sarebbe troppo semplice fermarsi alla panchina. Anche la società è chiamata a un serio esame di coscienza. La programmazione appare fragile, costruita più sull’emergenza che su un progetto solido. Le scelte di mercato non sempre hanno risposto alle reali esigenze della squadra, creando una rosa sbilanciata, con leader che mancano proprio nei momenti decisivi. In un campionato lungo e logorante, l’assenza di personalità pesa quanto un limite tecnico.
E poi ci sono i giocatori, inevitabilmente sotto accusa. L’impegno non sempre è mancato, ma spesso è sembrato fine a se stesso. Si lotta, si corre, ma senza lucidità né qualità nelle giocate chiave. Errori banali, letture difensive sbagliate, occasioni sprecate: segnali di una squadra che non riesce a essere squadra.
In questo scenario cupo, resta però un patrimonio che non può essere ignorato: la tifoseria. Salerno ha dimostrato più volte di saper sostenere anche nei momenti più difficili. Ma la pazienza non è infinita, soprattutto quando manca la sensazione di un percorso, di una reazione vera.
La Salernitana è a un bivio. Continuare a galleggiare, sperando che la tempesta passi da sola, oppure affrontare la crisi con scelte coraggiose e una presa di responsabilità collettiva. Perché il tempo delle attenuanti è finito: ora servono idee chiare, carattere e una svolta che, prima ancora che in classifica, deve arrivare nella testa e nell’anima di questa squadra.