Il calcio italiano perde uno dei suoi volti più grandi. Sandro Mazzola è morto oggi, 19 settembre 2026, all’età di 83 anni. Nato a Torino l’8 novembre 1942, figlio dell’indimenticato Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga, ha saputo costruire una storia tutta sua, diventando uno dei simboli assoluti dell’Inter e della Nazionale.

Una sola maglia per tutta la carriera: quella nerazzurra. Diciassette stagioni all’Inter, dal 1960 al 1977, attraversando e illuminando l’epopea della Grande Inter di Helenio Herrera. Nel suo straordinario palmarès figurano quattro Scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1965 conquistò anche il titolo di capocannoniere della Serie A con 17 reti. Con la Nazionale italiana vinse invece l’Europeo del 1968.

Indimenticabile la finale di Coppa dei Campioni del 1964 al Prater di Vienna, quando Mazzola firmò una doppietta nel 3-1 dell’Inter contro il Real Madrid, trascinando i nerazzurri al primo trionfo europeo della loro storia.

Profondo il cordoglio dell’Inter, che lo ha salutato con un messaggio dal titolo «Ciao Sandro, bandiera eterna», definendolo uno dei più grandi calciatori della storia e ricordando come Mazzola sia stato, prima ancora che un campione, un pezzo indelebile dell’identità nerazzurra.

Se ne va Sandro Mazzola, ma resta il mito: un campione capace di attraversare le generazioni e di lasciare il proprio nome per sempre nella storia del calcio italiano.