Ribery, addio al calcio giocato. Ma resterà granata

Scritto da Alessio Esposito  | 

Ribery

Come riporta l'edizione odierna de "Il Mattino", il fuoriclasse francese Franck Ribery ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo e di rescindere il contratto che lo lega al club granata (liberando così anche uno slot nella lista over), dopo una carriera lunghissima tra Francia, Turchia, Germania e Italia. Dopo aver vinto tutto ciò che si poteva vincere con la maglia del Bayern Monaco e giocato 81 partite con la nazionale francese (segnando 16 gol), Ribery decide di venire a giocare in Italia, prima con la maglia viola della Fiorentina, ed in seguito con quella granata della Salernitana, con la quale Franck colleziona 24 presenze condite da 3 assist. In questa stagione Ribery è sceso in campo soltanto nella prima giornata, subentrando nel secondo tempo della partita persa contro la Roma, dopo la quale è rimasto out per le successive 7 gare. Gli specialisti gli hanno riscontrato la disinserzione del menisco: i rischi connessi all'intervento di pulizia al ginocchio erano troppi, per cui la scelta di appendere gli scarpini al chiodo. Ma, molto probabilmente, Ribery resterà comunque in orbita granata: infatti, dovrebbe far parte dello staff tecnico granata come collaboratore di Davide Nicola, firmando un contratto che lo legherà ancora al Cavalluccio fino al 2024. Ribery dunque lascia il calcio giocato dopo 726 partite e 169 gol, in una carriera che lo ha visto protagonista come uno degli esterni d'attacco più forti degli ultimi 20 anni. La salvezza miracolosa della scorsa stagione è anche merito suo, che ha dovuto tirare la carretta soprattutto nella prima parte di stagione, dove i valori tecnici della squadra erano sicuramente minori. L'unico rimpianto per Franck è quello di non essere riuscito a siglare un gol con la maglia granata, maglia che comunque il campione francese ha sempre sudato ed onorato. Un grande calciatore, un uomo vero dentro e fuori dal campo, un fuoriclasse che ha vinto tutto e al quale i tifosi granata non posso far altro che dire: "Merci, Franck".