La Gumina incendia l’Arechi: quattro gol in tre gare e la Salernitana ritrova il suo bomber
Il palermitano trascina i granata: «La tripletta emoziona, ma conta soltanto vincere insieme»
Una notte da centravanti vero, di quelle che possono cambiare il peso di una stagione e il rapporto tra un attaccante e una piazza. Antonino La Gumina si è preso l’Arechi con una tripletta che ha accompagnato la Salernitana al successo per 4-2 sul Potenza, restituendo entusiasmo a un ambiente che aspettava una risposta forte dopo un avvio tutt’altro che lineare.
Per l’attaccante nato a Palermo il 6 marzo 1996 sono adesso quattro i gol realizzati nelle ultime tre gare di campionato: il primo era arrivato a Foggia, poi la serata da protagonista assoluto contro il Potenza. Un rendimento che certifica la centralità del numero granata nello scacchiere offensivo di Serse Cosmi.
La Gumina, tuttavia, non indulge nell’autocelebrazione. Nel dopogara il centravanti ha preferito spostare immediatamente il fuoco sul gruppo.
«Segnare tre volte dà una soddisfazione enorme, ma sarebbe inutile se poi la squadra non raccogliesse punti. Io vivo per il gol, è normale, ma davanti a tutto metto la Salernitana. La cosa più importante era tornare alla vittoria e dare una risposta dopo un periodo complicato».
Un successo che arriva anche dopo giorni nei quali la società ha provato a serrare le fila intorno alla squadra. Prima della sfida, Danilo Iervolino aveva voluto trasmettere personalmente il proprio sostegno al gruppo.
«Il presidente ci ha fatto sentire la sua presenza. Ci ha chiesto di pensare soltanto al campo, di non caricarci di pressioni inutili e di continuare ad avere ambizione. Il suo messaggio era chiaro: credere in quello che facciamo e affrontare le partite con entusiasmo e convinzione».
La Salernitana ha mostrato soprattutto un atteggiamento differente rispetto ad alcuni passaggi delle precedenti uscite. Un aspetto sul quale lo spogliatoio aveva insistito anche durante l’intervallo.
«Dopo la Cavese sapevamo di dover correggere qualcosa nell’approccio alla ripresa. Ci eravamo detti che non potevamo permetterci un altro calo di intensità. Contro il Potenza siamo tornati in campo con un altro spirito e credo si sia visto. È stata una reazione collettiva, prima ancora che tecnica».
Il protagonista, inevitabilmente, resta però lui. Tre reti, tre fotografie differenti di un attaccante capace di leggere l’area, accompagnare la manovra e colpire anche quando la fatica comincia a mordere.
«Tra i tre gol, quello finale è stato probabilmente il più faticoso. Le energie stavano diminuendo, ma siamo riusciti a ripartire con qualità e a chiudere l’azione. In quel momento ho sentito una liberazione enorme. È stata una rete importante soprattutto perché ha dato ulteriore sicurezza alla squadra».
La Gumina invita comunque a non scambiare una vittoria per un punto d’arrivo. I due gol incassati dal Potenza ricordano che la Salernitana deve ancora trovare continuità ed equilibrio.
«In un campionato così lungo può succedere di concedere qualcosa o attraversare momenti nei quali l’avversario ti mette in difficoltà. Quello che non deve mai mancare è la compattezza. Se soffriamo, dobbiamo farlo tutti insieme; se reagiamo, dobbiamo farlo nello stesso modo. È così che si costruisce una squadra importante».
Altro tema centrale è quello della concorrenza in attacco. Cosmi dispone di diverse soluzioni e La Gumina considera la competizione interna una risorsa, non un problema.
«Davanti siamo in tanti e possiamo offrire caratteristiche differenti. La concorrenza fa bene, perché costringe tutti a mantenere un livello alto. Possiamo giocare in coppia, alternarci o cambiare assetto: l’importante è che ognuno si faccia trovare pronto e lavori per il risultato della Salernitana».
Il centravanti conosce bene anche il peso della maglia che ha scelto di indossare. Salerno pretende, spinge, giudica. Ma è proprio quella pressione, secondo La Gumina, a rendere speciale l’esperienza granata.
«Qui non puoi nasconderti e non sarebbe nemmeno giusto farlo. Questa tifoseria vuole una squadra capace di lottare per obiettivi importanti. Noi conosciamo le responsabilità che abbiamo. La società e lo staff ci mettono nelle condizioni migliori per lavorare e adesso spetta a noi rispondere con le prestazioni».
La notte della tripletta ha acceso inevitabilmente anche la fantasia dei tifosi. Complice il nuovo look biondo, sui social sono ricomparsi paragoni scherzosi con i personaggi di Dragon Ball.
«Mi capita spesso di cambiare colore ai capelli, l’ho fatto anche in passato. A Cesena avevano giocato sull’immagine del Super Saiyan e la cosa mi aveva fatto sorridere. Stavolta il biondo ha coinciso con tre gol: diciamo che è stato un buon debutto».
Poi il passaggio forse più sentito, quello dedicato all’Arechi.
«Giocare davanti a questa curva ti trasmette qualcosa che è difficile spiegare. Quando lo stadio si accende, per gli avversari diventa davvero pesante. Noi dobbiamo essere bravi ad alimentare questo entusiasmo e trasformarlo in energia positiva».
Il rapporto tra La Gumina e la Salernitana, del resto, era iniziato prima dell’arrivo ufficiale. I primi contatti con il direttore sportivo Daniele Faggiano risalgono alla fine di maggio, prima del periodo trascorso ad allenarsi con la Sampdoria.
«Con il direttore avevo parlato già da tempo. Poi ho proseguito la preparazione con la Sampdoria, aspettando l’evolversi della situazione. Quando la Salernitana ha deciso di affondare il colpo non ho avuto dubbi. Conoscevo la storia, il pubblico e le ambizioni di questa piazza: era una scelta che volevo fare».
Adesso parlano i numeri. Quattro gol in tre partite e una tripletta che ha restituito sorriso, punti e fiducia alla Salernitana. La Gumina ha acceso il motore. Per diventare davvero il riferimento offensivo dei granata dovrà continuare a segnare, ma la prima impronta sulla nuova stagione è già profonda.