Colantuono: perché dobbiamo dargli fiducia contro il Genoa

Dalla gestione Ribery al cambio di rotta mentale

Scritto da Antonio Scafuri  | 

Diciamoci la verità: qualsiasi tifoso granata ha pensato e desiderato fortemente di vedere il mister esonerato dopo la mancata vittoria contro lo Spezia. E le ragioni di volere ciò trovano anche abbastanza palesi agli occhi di tutti: il tecnico romano é finito nel mirino delle critiche per delle scelte tattiche incomprensibili; infatti, il cambio Mazzocchi-Gyomber resta ancora un mistero, quando poteva essere sfruttato Zortea come esterno e mantenere Dragusin centrale di difesa. Per non parlare della gestione Ribery: nessuno di noi vuole criticare il campione francese, sia chiaro. Ma é giusto sottolineare di come nel calcio, il gruppo viene prima del singolo; e se Frank é stato decisivo in gare importanti (vedi vittoria in extremis a Venezia), da qualche settimana egli sta subendo una lenta involuzione mentale oltre che tecnica. Il match contro i liguri lo fotografa come un giocatore sempre a testa bassa, dedito più a cercare dribbling contro tre avversari piuttosto che servire compagni meglio piazzati. Da un giocatore cosi, ci si aspetterebbe il passaggio filtrante, la verticalizzazione, l'accendere la luce, non perdere palla ogni mancato dribbling non essenziale ai fini della manovra. E sopratutto, prendere la consapevolezza che ormai non può giocare novanta minuti completi. Sulla base di tutto ciò, Colantuono deve avere il polso anche nel tenere Frank in panchina anche per tutto un match, se le alternative tattiche sono migliori. L'importante é avere un rapporto di completa chiarezza ed onestà con il calciatore: nessuno ha il posto assicurato, sopratutto che ora sono arrivati diversi nuovi elementi dal calciomercato di Gennaio, quindi ora il tecnico può provare diversi moduli, con più ruoli per ogni giocatore e schierare soltanto chi è in condizione migliore. 

Ora la domanda è: da cosa ripartire dalla gara contro lo Spezia per preparare al meglio il prossimo match ball salvezza contro il Genoa? Cosa salvare dalla precedente prestazione e su cosa lavorare meglio? Ormai il tempo è quello che è: Colantuono ha a disposizione pochi giorni per preparare un match cui l'imperativo é soltanto vincere. Perché ora la Salernitana non può più permettersi di bruciare un altro scontro salvezza, non questa domenica. Le basi per preparare al meglio il match contro la compagine di Blessin sono state già evidenziate nella scorsa gara di lunedi sera: il tecnico può contare su una fase difensiva più attenta e solida rispetto il passato. Nell'attesa di ritrovare il miglior Fazio, la coppia dell ex Roma e Dragusin funziona con ottima sintonia, condita con l'apporto di un Radovanovic essenziale a compattare il reparto arretrato con il centrocampo e chiudere le linee di passaggio avversarie. Gli innesti graduali di Bohinen ed Ederson nello scacchiere daranno sempre più qualità al centrocampo, mentre sulla trequarti, Verdi e Kastanos possono sempre assicurare incursioni in area avversaria, oltre che imprevedibilità e saper sfruttare al meglio gli spazi concessi dalla squadra avversaria. Vedremo come sarà impiegato Mousset, il quale sembra necessitare una seconda punta accanto cui poter dialogare nello stretto, magari appunto con Bonazzoli. In alternativa, Djuric potrà essere impiegato come boa nel poter far salire la squadra in fase di possesso e sfruttare al meglio le palle alte. Ora Colantuono ha in mano tutte le carte per centrare il risultato pieno contro il Genoa e sicuramente la mentalità in campo sarà e dovrà essere diversa di quella vista contro lo Spezia. Aggressività, possesso del pallino del gioco e fluidità di manovra dovranno essere imperativi categorici per fare pieno bottino. 

Sabatini ha ribadito pubblicamente che il tecnico avrà questo match essenziale come ultima spiaggia per sedere ancora sulla panchina granata. E se i tifosi granata hanno dato al DS piena fiducia per centrare una salvezza difficile ma sempre possibile, allora fino a domenica restiamo tutti uniti con Colantuono.