Walter Sabatini :"Finalmente sono un uomo felice a Salerno"

"Salerno mi ha ridato il senso ormonale della sfida"

Scritto da Antonio Scafuri  | 

Intervenuto al Corriere dello Sport, Walter Sabatini ha raccontato tutte le tappe più importanti ed emozionanti della sua infinita carriera sportiva, rimarcando i momenti pieni di gioia e soddisfazioni, ma anche le tante delusioni e cattiverie ricevute. Infine, il neo DS granata rimarca con fermezza di come la piazza di Salerno sia stata capace di restituirgli di nuovo la felicità, facendolo cosi sentire un uomo importante ed essenziale per il progetto ambizioso del presidente Iervolino. Ma sopratutto, Walter riscopre di essere amato come non mai prima d'ora :"Salerno mi ha ridato il senso ormonale della sfida".

Sabatini dichiara di sentirsi un uomo felice, tardivamente felice; che adora essere amato e, qui a Salerno, si sente amatissimo, senza riserve, senza distinguo. Forse Walter ancora non si sente capace di ricambiare quando si è amati cosi tanto, ma ammette che sta contraendo un debito con la piazza granata che gli peserà per tutta la vita. Questo debito va onorato fino in fondo e farà di tutto perchè ciò succeda. All'inizio della sua avventura granata, è stato difficile dire subito si a Iervolino, perchè terrorizzato all'idea di retrocedere, ancora tutt'ora. Ma in lui è prevalso subito il senso della sfida, in quanto il DS non è mai retrocesso nella sua vita. Se finora sono stati fatti tanti atti incoscienti, perchè non farne un altro? Ed un'incoscienza simile non avrà mai eguali perchè Walter crede ciecamente nella salvezza della Salernitana nella massima serie. Infine dichiara che, anche se ha un contratto fino a Giugno, ha contratto un impegno verbale di restare ancora con il presidente e con la gente di Salerno. I rapporti tra Waler e Iervolino sono meravigliosi, considerando Danilo un vero Special One: è un imprenditore giovane, pieno di risorse che ha energia, intelligenza e coraggio. Il DS è sicuro che il presidente granata segnerà il calcio italiano nei prossimi dieci anni, in quanto troppo orgoglioso per essere uno di passaggio.

La chiacchierata prosegue toccando i temi del nuovo tecnico Davide Nicola e il mercato; Sabatini racconta di Davide come un grande uomo ed un fenomeno oltre che un grande allenatore. È un uomo intelligente, colto, sensibile, un leader naturale. L’osmosi che ha con i suoi collaboratori e i giocatori è evidente; sa quello che dice e sa come dirlo. Infatti è un peccato che allenatori come lui non possono accedere ai top club, in quanto schiavo del cliché che lo vuole specialista in salvezze miracolose. Sabatini ammette di essere stqto stregato da Nicola durante una sessione di allenamento, in cui il tecnico urlava a Kastanos :“Rincorrilo ferocemente con felicità!”. Per quanto riguarda il mercato, il DS ha dichiarato di essere soddisfatto e di come sia andato secondo le operazioni che lui voleva. Descrive di Ederson come un giocatore di 22 anni che presto andrà a fare la mezzala in un grande club; Mikael è un ragazzo volenteroso che ha bisogno di tempo ma che farà bene. Mazzocchi e Verdi sono state due operazioni brillantissime. Verdi è un grande talento, ma deve essere benvoluto, al centro di una storia; se lo emargini diventa un giocatore normale. Fazio è un capo, ha già superato le ruggini. Perotti, imprevedibilmente, è stato subito in grado di giocare; era fermo da un anno ed ora sta mettendo un entusiasmo infantile. Sul tema Ribery, Sabatini racconta un particolare aneddoto. ll giorno dopo dell'arrivo del DS, Frank fa: “Direttore, io non ce la faccio più a stare a Salerno. La gente ride quando perdiamo. A me non viene da ridere quando perdo”. Walter risponde: "Dove cazzo vai, Franck, te ne vai ora che arrivo io?" Il giorno dopo, il francese dice: “Ci ho ripensato, resto”. E allora Walter ribatte: “Guarda che lo scenario è cambiato, ho preso tanti giocatori nuovi, potresti non essere sicuro del posto”. Frank conclude con: “Vorrà dire che mi batterò”. I grandi campioni cosi come Frank lui odiano perdere, loro sono mossi sempre dall'umiltà di mettersi sempre in gioco, anche a 38 anni. 

Sull'esonero di Colantuono, il DS fa chiarezza :"Lo vedevo lavorare ventre a terra, con entusiasmo, mi sembrava corretto dargli una chance. Se ci salveremo sarà per un punto e dovremo ringraziare Colantuono, i due punti presi con Spezia e Genoa in una situazione drammatica. Prima perché c’erano pochi giocatori e poi perché tropp. Ma l'esonero andava fatto perché si doveva completare un’operazione così radicale. Gli sono grato, ci ha consegnato un gruppo attendibilese e se ci salviamo sarà anche merito suo". 

Domani si torna da avversari a Bologna e per Walter è una sfida speciale con un particolare stato d’animo.  Dapprima ha deciso di non andarci, poi ha detto ai ragazzi: “Voglio bene ai giocatori del Bologna, ma in questi giorni ho capito che voglio più bene a voi, quindi verrò allo stadio”. Sarà una tempesta emotiva quindi, ma Walter ha vissuto da sempre nella tempesta.

Emozionante il riferimento al periodo non felice di Ilicic ed il paragone con Bonazzoli :"Ilicic è un ragazzo tendente alla depressione, un solitario che fa fatica a ridere. Quando ci si mette un fattore esterno, nella sua testa si scatena il peggio. Ne ho uno così anche a Salerno, ovvero Federico Bonazzoli. Un campione, un giocatore con colpi sublimi".

La chiacchierata si chiude con una riflessione personale profonda «Ora sto da Dio. So che certe cose posso farle, altre no, sono prudente. Posso fare quello che so fare meglio: il dispensatore di felicità. È, in fondo, il segreto del calcio, dare felicità alla gente". Dopo la sua malattia ai polmoni e oi il coma, Walter ammette che a volte non capisce bene se sta vivendo realmente oppure sta sognando; ma che per lui va bene cosi. Bellissime le parole che sabatini riserva sul tema delladignità alla vita :"L’onestà è il far felici gli altri. Nel caso mio anche l’esistenza di Santiago, mio figlio. Lui ha dato un senso alla mia vita. L’unica persona che voglio abbracciare e toccare. Quando è nato scricciolo settimino, me lo mettevo sul petto per farlo addormentare. Si addormentava ascoltando il rumore del mio corpo, i polmoni che graffiavano e il cuore che batteva".