Cosmi: "Per vincere servono giocatori forti. Aspetto due difensori"
Le parole del tecnico granata dal ritiro di Cascia
“Lo staff sta operando benissimo, anche se lo sottopongo a ritmi intensi. Preparo ogni giornata valutando diversi aspetti, dalla tattica alla condizione atletica, senza trascurare quello psicologico. Siamo soltanto all’inizio e qualsiasi giudizio sarebbe prematuro. Conoscevo già molti calciatori della rosa, mentre sto approfondendo la conoscenza dei nuovi arrivati, che in questa fase richiamano inevitabilmente una maggiore attenzione. Tutta la società, a partire dal direttore Faggiano, con il quale mi confronto continuamente, sa che bisogna completare la rosa e, nello stesso tempo, ridurne il numero. Non voglio giocatori scontenti o senza la possibilità di dimostrare il proprio valore. Le decisioni spettano al direttore, sulla base delle mie indicazioni tecniche. L’arrivo di nuovi calciatori rappresenta probabilmente l’aspetto più complesso ed è legato anche alle uscite. Servono alcuni rinforzi, ma chi arriva deve avere qualità superiori rispetto a chi parte. Se vogliamo coltivare le ambizioni che tutti riteniamo legittime, abbiamo bisogno di elementi forti. Senza calciatori di livello, la Salernitana non può vincere il campionato. Le squadre che hanno conquistato la promozione nella passata stagione disponevano di giocatori importanti. Il Benevento ne rappresenta un esempio. Adesso bisogna completare le operazioni tipiche della seconda settimana di ritiro. Capisco le difficoltà, ma non si possono inseguire traguardi importanti senza qualità. L’utilizzo di due trequartisti rappresenta una possibilità concreta. Abbiamo calciatori capaci di ricoprire quella posizione, anche se non sono trequartisti puri. Penso soprattutto a Djibril e Capomaggio, che possono agire alle spalle degli attaccanti oppure in mezzo al campo. Valuteremo in base alle caratteristiche e alle possibilità della rosa. Bisogna aggiungere qualcosa, senza stravolgere il gruppo. I nuovi acquisti mi hanno sorpreso positivamente. Negli scorsi giorni ha fatto allenamento da solo perché deve intensificare. Attribuisco poca importanza a queste partite e non mi lascio condizionare dalle singole prestazioni. Nella scorsa stagione, Gyabuaa non è riuscito a rendere secondo le proprie qualità. Non credo sia stata colpa mia, ma probabilmente neppure sua. Abbiamo proseguito facendo scelte differenti e tutti sembravano soddisfatti fino alla gara contro l’Union Brescia. In Umbria si vive bene e non lo dico soltanto perché è casa mia. Non potevo rinunciare a quel riconoscimento. In tutta la mia carriera ho lasciato il ritiro soltanto due volte. La prima per un lutto e la seconda per ritirare questo premio. Per me ha un significato particolare, perché a Corciano ho trascorso molti anni. Gestivo una palestra, insegnavo educazione fisica e lì ho allenato per la prima volta i bambini di una società locale. Anche l’attuale sindaco è stato un mio allievo. Proprio in quel luogo ho capito che avrei voluto fare l’allenatore. Se mi limitassi a parlare di ciò che mi stanno dimostrando, rischierei di cadere nella retorica. Posso soltanto ringraziarli. Rappresentano una componente fondamentale e sono pronto ad assumermi tutte le responsabilità. Conosco le loro aspettative e coincidono con le mie. Gestendo con maturità le diverse fasi del ritiro, possiamo arrivare alle partite ufficiali nella migliore condizione fisica e mentale. Con il tempo conoscerò ancora meglio la squadra. Da questo momento aumenteremo i ritmi. Non posso chiedere ai sostenitori della Salernitana di aspettare. Conta il traguardo finale, non il punto di partenza. Non mi sentirete dire che voglio una squadra dominante. Grazie ai tifosi e alla società, la Salernitana possiede già una forza dominante. Voglio costruire una formazione capace di imporre il proprio gioco sia nella fase offensiva sia in quella difensiva. Oggi si tende a fare troppe dichiarazioni. Ho visto squadre disputare grandi partite all’Arechi senza annunciarlo nei giorni precedenti. Altre, dopo aver promesso molto, sono arrivate a Salerno senza riuscire a esprimersi. Credo che i tifosi preferiscano una squadra vincente a una squadra soltanto definita dominante. Aspettiamo due rinforzi in difesa. Matino può giocare sia da centrale sia da braccetto. Di Vico è stato impiegato in quella posizione perché abbiamo diversi elementi a centrocampo e volevamo concedergli 45 minuti. Il quadro resta molto chiaro: in difesa devono arrivare due calciatori”.