Salernitana, poca collaborazione tra i reparti in campo: il risultato non può tradursi in altro dell'ultima posizione in classifica

Scritto da Ettore Aulisio  | 

La Salernitana crolla nuovamente e lo fa per la terza volta consecutiva. Allo Stadio Franchi la Fiorentina si mostra per quello che il campionato sta traducendo, una squadra compatta, votata all'attacco e con ambizioni europee, ora quinta a più due sulla Juventus fermata ieri al Penzo di Venezia. I viola non perdono in casa dal lontano 3 ottobre, quando il Napoli di Luciano Spalletti portò a casa i tre punti senza qualche fatica e inoltre passando anche in svantaggio. La forza della squadra di Vincenzo Italiano passa soprattutto tra le mura amiche e, in ogni caso, la Fiorentina è da cinque partite che in casa sigla almeno tre gol, sono numeri enormi. Non a caso avevamo parlato di una Fiorentina in forma smagliante che trovava sulla sua strada una delle peggiori difese del campionato (attualmente la peggiore, ma le altre ancora devono giocare). Sono trentasette i gol al passivo della squadra granata in appena diciassette giornate del torneo, un quadro non felice se si pensa che la Salernitana appena subisce la rete del vantaggio sembra scomparire nel vuoto e abbandonarsi alle trame di gioco degli avversari, i quali puntualmente arrivano quantomeno al raddoppio. Questi sono segnali di tanta inesperienza e di troppa disattenzione, ma queste piccole distrazioni non puoi concedertele se affronti giocatori di categoria superiore del calibro di Dusan Vlahovic, Paulo Dybala e Franck Kessiè (per citare tre realizzatori delle ultime tre squadre affrontate dalla Salernitana). Questi ragazzi sicuramente non peccheranno di impegno, ma è lampante la necessità di cambiare qualche effettivo eccessivamente titolare ,in questa prima parte di stagione, e cercare di disputare un nuovo campionato a partire dal mese di gennaio in poi, chiaro è il concetto del cambio di proprietà che rappresenta il primo step per modificare questo connubio di situazioni spiacevoli che caratterizzano un ormai lecito malcontento generale. 

Infine, volevo dare uno spunto di riflessione per quel poco di discussione che si può creare dopo queste diciassette giornate di calcio giocato, siccome subire trentasette gol in altrettante partite è un segnale di allarme per non usare altri termini. I calciatori sono gli ultimi colpevoli, ma bisogna criticare dando un peso equilibrato e con pura razionalità, detto in parole semplici: gli attaccanti devono essere supportati dal reparto arretrato e dal filtro del centrocampo, il quale attraverso inserimenti, cambi di gioco e simili deve concedere la condizione adeguata alle punte per concludere l'azione. Attualmente, la Salernitana non ha mai dimostrato unione dalla retroguardia all'attacco, ultima posizione in classifica ampiamente meritata.accasciato