L’Arechi ed i lavori
Lo **Stadio Arechi** è l’impianto sportivo principale di Salerno, situato nel quartiere orientale di San Leonardo. Progettato negli anni ’80 e inaugurato nel 1990 per sostituire il vecchio stadio Vestuti, è da oltre trent’anni la casa sportiva dell’**Unione Sportiva Salernitana 1919** e può ospitare decine di migliaia di spettatori. Prende il nome dal duca longobardo Arechi II ed è noto come “il Principe degli Stadi”.
Un restyling importante**
Negli ultimi anni lo stadio è stato al centro di un ambizioso progetto di **riqualificazione e modernizzazione**. L’obiettivo dichiarato è trasformare l’Arechi in un impianto all’avanguardia, con nuovi standard di comfort per i tifosi, integrazione di tecnologie moderne e potenziale idoneità per grandi eventi sportivi internazionali come i **campionati europei del 2032**.
Il progetto comprende anche l’area adiacente del campo **Volpe**, pensato come centro polifunzionale di supporto per la Salernitana e lo sport cittadino; nel frattempo sono già iniziate alcune demolizioni programmate in quell’area.
De Luca: tempi, visione e qualche ironia**
l’ex presidente della Regione Campania e figura di spicco delle istituzioni per questo intervento, **Vincenzo De Luca**, ha più volte commentato pubblicamente il cantiere dell’Arechi. Tra i passaggi più significativi:
* **Tempi di realizzazione:** De Luca ha affermato che un arco di **circa due anni** dovrebbe essere sufficiente per completare i lavori principali, partendo da un unico appalto con cui sono stati avviati i cantieri dell’Areehi e del Volpe.
* **Ambizioni europee:** Secondo il governatore, l’impianto restyling sarà tra i pochi in Italia potenzialmente **in grado di ospitare partite degli Europei del 2032**, in vista di un evento che Italia e Turchia ospiteranno congiuntamente.
* **Commenti pungenti:** Rispondendo alle perplessità sul fatto che la Salernitana sia scesa in Serie C, De Luca ha scherzato, dicendo che se non si rafforza la squadra si rischierebbe di “investire per la coltivazione di papaveri” – una battuta riportata dalle cronache locali per stigmatizzare l’idea di costruire un grande impianto per una squadra in categoria inferiore.
* **Nome e qualità dell’impianto:** Ha anche aperto l’ipotesi di un possibile **cambiamento di nome** dello stadio: un’idea che vuole coinvolgere non solo le istituzioni ma anche i tifosi e la società sportiva.
Un ostacolo burocratico: i fondi europei**
Tuttavia, secondo dichiarazioni di De Luca datate **febbraio 2026**, il progetto ha incontrato un rallentamento dovuto alla **posizione dell’Unione Europea sui fondi FESR** inizialmente previsti per l’intervento. Secondo quanto spiegato da De Luca, Bruxelles ha considerato i lavori soprattutto come **opere edilizie**, più che come progetti di tecnologia e innovazione, non ammettendo pertanto l’utilizzo dei fondi FESR come previsto
La soluzione prospettata è **rimodulare il finanziamento spostandolo verso i fondi di Coesione** e riorganizzare alcune voci di bilancio: un passaggio tecnico che potrebbe rallentare l’iter ma che, secondo il politico, non bloccherà il programma complessivo.
Oltre l‘Arechi : più sport per la città
De Luca ha colto l’occasione anche per lanciare un messaggio più ampio sull’impiantistica sportiva cittadina: oltre ai lavori sull’Arechi e sul Volpe, il piano prevede l’utilizzo di risorse anche per altri impianti, come il recupero del vecchio **stadio Vestuti**, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze delle associazioni sportive minori.
Conclusione
Lo Stadio Arechi, simbolo sportivo di Salerno da oltre tre decenni, è al centro di **uno dei più imponenti progetti di riqualificazione in Italia**. Il lavoro di modernizzazione – sostenuto da investimenti pubblici e da una visione regionalista – vuole offrire alla città e ai suoi tifosi un impianto all’altezza delle aspettative internazionali. Le parole e gli interventi di **Vincenzo De Luca** ribadiscono l’ambizione di portare Salerno nel novero delle grandi città sportive, pur evidenziando le difficoltà normative e finanziarie tipiche delle grandi opere pubbliche italiane.