Il 4-2 dell’Arechi racconta una Salernitana devastante quando può attaccare gli spazi, ma ancora vulnerabile quando è costretta a difendere vicino alla propria porta. Serse Cosmi ha preparato una partita aggressiva, affidandosi a un 4-4-2 compatto soltanto sulla carta e trasformato, durante la fase offensiva, dai movimenti continui dei suoi interpreti.

L’approccio ha indirizzato immediatamente la gara. La Salernitana ha alzato la pressione, impedendo al Potenza di costruire con comodità e portando diversi uomini nella metà campo avversaria. I granata non hanno cercato un possesso elaborato: recuperato il pallone, hanno puntato subito la porta attraverso passaggi verticali, cambi di fronte e attacchi alla profondità. Il doppio vantaggio maturato nei primi minuti è nato proprio dalla capacità di giocare a un’intensità superiore.

Determinante il lavoro della coppia offensiva. D’Ursi non è rimasto fermo accanto a La Gumina, ma si è abbassato e allargato per creare superiorità, liberando la zona centrale. La Gumina, invece, ha occupato l’area con grande lucidità, attaccando lo spazio tra i difensori e offrendo sempre uno sbocco alla manovra. La sua tripletta è stata anche il prodotto di un sistema capace di metterlo nelle condizioni ideali per concludere.

Sulle fasce Villa e Achik hanno dato ampiezza e accelerazione. La loro posizione ha costretto il Potenza ad aprire il proprio schieramento, creando varchi interni nei quali la Salernitana ha potuto sviluppare le proprie transizioni. Tascone e Vitale hanno sostenuto questa idea con un centrocampo più dinamico che palleggiatore: pressione sulle seconde palle, coperture preventive e ricerca immediata delle punte.

Il limite è emerso nella gestione del vantaggio. Dopo il 2-0, la squadra ha perso metri e le distanze tra i reparti si sono allungate. Quando il primo pressing non riusciva, il Potenza trovava troppo spazio davanti alla difesa. I granata hanno concesso diverse seconde giocate dentro l’area e non sempre sono riusciti ad accompagnare l’uscita della linea arretrata. Le due reti subite, insieme al gol annullato e al palo colpito dagli ospiti, rappresentano un avvertimento tattico preciso.

Positiva, invece, la risposta sul 3-2. Nel momento più delicato la Salernitana non ha smesso di attaccare e ha continuato a cercare la profondità, trovando con La Gumina la rete che ha rimesso la partita sotto controllo. È stata una scelta coraggiosa: difendere attraverso la minaccia offensiva, senza consegnarsi completamente all’avversario.

Cosmi può ripartire da un’identità già riconoscibile. La sua Salernitana sa pressare, sviluppare sulle corsie e arrivare alla conclusione senza disperdere energie in un possesso sterile. Per compiere un ulteriore salto di qualità dovrà però imparare a governare meglio i ritmi, accorciare con maggiore puntualità e difendere con più ordine le seconde palle. La forza offensiva è evidente; adesso serve costruirle alle spalle un equilibrio altrettanto solido.