"O capitano! mio capitano!", Frank Ribéry tecnica, cuore e impegno.

Il numero 7 granata il migliore in campo, trascina la Salernitana alla vittoria

Scritto da Rocco Calenda  | 
Ribéry

Non avevamo certo bisogno di guardarlo e ammiralo giocare Frank Ribéry, per capir quale fosse la sua classe e la sua qualità com calciatore, ma ieri sera, nell'incontro contro il Venezia al Penzo, non solo ha dato una mano, e che mano, ai granata per la vittoria, ma si è dimostrato anche uomo di campo e di spogliatoio, incitando i compagni nei momenti di difficoltà, e incoraggiandoli ad andare avanti alla ricerca del pareggio prima, e della vittoria poi.

Un vero leader insomma, un “ragazzo” che a 38 anni suonati corre come uno 20, sbalordendo tutti e persino noi, che di campioni a Salerno purtroppo ne abbiamo visti pochi, ma che abbiamo ancora in mente e negli occhi, il grande Ago di Bartolomei, vero trascinatore di quella bella annata che fu la promozione della Salernitana in serie B dopo 27 anni.

Ecco, #fr7 incarna perfettamente lo spirito del condottiero, lui che ha vinto tutto quello che c'era da vincere, ha accettato di venire a Salerno per provare a salvare la Salernitana, lui che poteva benissimo restare a guardare o come fanno tanti, commentar gare di calcio con le tv , invece? Invece ha preferito mettersi in gioco, ancora una volta accettando una scommessa difficile ma non impossibile.

Encomiabili le parole espresse a fine gara, sui calciatori e soprattutto sui tifosi. “io ci credo, dobbiamo farlo tutti insieme sino all'ultima partita”

Così come nel 1990 il grande Ago capitanò la bersagliera e la traghettò sino in serie B, così ci auguriamo faccia Ribéry quest'anno, lui che è il nostro “capitano!, mio capitano”.